Aprire uno Street Food, le pratiche burocratiche

Gli italiani lo stanno imparando ad apprezzare sempre di più, abituati sempre di più a consumare i pasti fuori casa e comunque stando sempre attenti alle spese. Piace a chi vuole intraprendere un ‘attività in propri, perché si prospetta come una attività da investimenti ridotti ma con grande margine di guadagno. Si tratta dell’attività di street food.

Il mondo dello street food è vario e ampio: la protagonista indiscussa in Italia è la pizza, ma non mancano certo i classici “paninari” e chi vende prodotti locali, quali piade romagnole, pizzoccheri valtellinesi, castagnacci e necci toscani, gnocchi fritti emiliani, olive ascolane, arrosticini abruzzesi, per fare un esempio. Prodotti che hanno buone possibilità di riuscita , ma a patto che non si elaborino troppo o comunque che siano semplici. Requisiti essenziali per la riuscita sono il menù non troppo impegnativo, da essere consumati anche solo con una mano. E a queste parole viene in mente subito il primo street food della storia, ossia il cono gelato, per poi passare all’hot dog, al fish and chips, al kebab e via dicendo.

Avviare uno Street Food : Gli aspetti Burocratici

Gli esperti sostengono che sia l’idea di business più adatta per chi ha passione per la cucina e vuole diventare imprenditore in questo settore, anche se non ha le disponibilità economiche per mettere in piedi e quindi avviare un ristorante. Nessuno poi considera un fatto importante: è vero che gli ambulanti sono soggetti a piccoli vincoli, come il posto assegnato dal Comune, ma anche vero che molti non si fissano in un solo posto, specie se fanno mercati, quindi la possibilità di farsi conoscere da una vasta gamma di clientela e quindi di guadagnare è più concreta, e senza neanche spendere soldi in pubblicità come farebbe un normale ristorante. Ma non si deve pensare che, essendo un camioncino con la possibilità solo di servire panini o altro street food, si sia esenti da critiche e da osservare le orme igieniche. Tutt’altro. Bisogna anzi raddoppiare la guardia, poiché le Autorità competenti sono molto severe riguardo la pulizia e l’igiene di questi particolari ristoranti mobili. Non a caso, il prestigioso Gambero Rosso ha dedicato allo street food una guida apposita, e l’obiettivo dev’essere appunto esserci in quella guida.

Ma cosa si deve fare per intraprendere questo tipo di business? Per prima cosa, fare un po’ di indagini e scoprire cosa manca in un dato paese o città. Se non esiste un fast food, per esempio, è ottimo commercializzare panini e patatine fritte, se invece manca un luogo dove si mangiano buoni dessert, è quello a cui si deve puntare. Se si vuole intraprendere una attività stagionale, vanno benissimo le bevande, ma solo durante la bella stagione. Trovato il prodotto, bisogna seguire un iter burocratico ben preciso, ossia aprire una Partita Iva, una posizione presso INPS e INAIL e iscriversi alla Camera di Commercio. Fatto ciò, bisognerà assolutamente richiedere la licenza amministrativa per l’esercizio del commercio sulle aree pubbliche, in una delle due forme previste dalle legge, ossia: Autorizzazione di tipo A per il commercio ambulante con posteggio fisso, Autorizzazione di tipo B per il commercio ambulante in forma itinerante.

Attenzione inoltre a possedere i requisiti richiesti per le due licenze. Ecco di seguito quelli più importanti

* essere già iscritto al R.E.C. (registro esercenti commercio) della Camera di Commercio della vostra provincia;

* essere in possesso di qualifica professionale per la somministrazione di alimenti e bevande o di diploma o laurea relativa a materie attinenti;

* essere stato titolare, socio, dipendente qualificato o collaboratore nella stessa tipologia di attività per almeno 2 degli ultimi 5 anni.

Leggi anche : Come aprire una paninoteca ambulante

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.