Come aprire un fast food BIO

Vuoi aprire un’attività di nicchia ? Ecco come aprire un Fast Food Bio :

 

Le abitudini alimentari seguono le tendenze del momento. Se ai tempi dei nostri nonni non si badava alla linea e alla salute a tavola, ora invece si sta attenti n maniera meticolosa a ogni caloria e a cosa contiene un dato piatto.

Il problema è molto semplice: la vita frenetica non consente più di sedersi a tavola e prendersi il tempo per rilassarsi e mangiare. Ora esiste il fast food, ossia panini imbottiti e conditi con salse ipercaloriche. La tendenza è nata negli USA, dove purtroppo si è talmente diffusa che ora gli Americani sono no dei Paesi con la percentuale di popolazione obesa più alta, tanto da avere persone che non hanno più neanche uan forma umana e le loro gambe no reggono più il loro peso. Colpa dei cibi precotti di dubbia provenienza e pieni zeppi di conservanti.

Grazie alla moda salutista, partita negli USA, molti ristoranti fast food stanno proponendo menu a tema, decisamente molto più salutari e quasi privi di grassi, per venire incontro alle nuove esigenze dei clienti. Materie prime fresche di qualità, spesso a km zero, ossia servirsi di fornitori della propria zona o delle immediate vicinanze, sia per contenere i costi che anche per favorire gli imprenditori agricoli e gli allevatori locali.

Benché il settore culinario sia uno dei pochi che resista alla crisi, bisogna mettersi intesta che buttarsi a capofitto nella gestione di un locale di questo tipo comporta dei rischi non da sottovalutare. Spesso, chi decide di aprire un ristorante o anche una semplice panineria pensa ai guadagni, ma mai alla fatica e ai costi di gestione. In Italia il cibo è sinonimo di cultura, ma anche qui purtroppo si è presa la cattiva abitudine di mangiare cibi precotti e junk food, incrementando il livello di obesità anche pre adolescenziale e infantile.

Per questo molti ristoratori cercano come aprire dei fast food bio, per accontentare i giovanissimi che molto spesso non dispongono di grandi possibilità finanziarie, utilizzando materie prime a km zero.

Come per aprire un ristorante normale, per aprire un fast food bio occorre localizzare la posizione adatta. In primis, guardarsi attorno, cercando di capire se ci sono degli elementi da utilizzare a proprio vantaggio (come ad esempio ampie possibilità di parcheggio, fornitori vicini, uffici o scuole nelle vicinanze, ecc). Successivamente, entra in gioco la burocrazia: si deve richiedere una autorizzazione del Sindaco e i vari permessi comunali, nonché ottenere il nulla osta dell’Asl. Se si ha il diploma di scuola alberghiera bene, altrimenti è d’obbligo frequentare dei corsi come quelli Sab (Somministrazione alimenti e bevande), HACCP (per l’igiene), oppure avere almeno 5 anni di esperienza nel settore. Non bisogna dimenticare inoltre di

aprire la Partita IVA e di iscriversi alla Camera di Commercio, all’INPS e chiedere le varie autorizzazioni per l’insegna e il resto.

Il commercialista, gli arredi e i macchinari sono importanti, ma particolare riguardo deve essere riservato alle materie prime, rigorosamente prodotti freschi e provenienti da agricoltura biologica.

Il social marketing è l’ultimo tassello basilare: pubblicizzare su Twitter e su Facebook il locale, magari creando uan pagina dedicata, può essere veramente la chiave del successo dell’attività.

Nell’immagine di presentazione un vassoio di uno dei ristoranti Yeah Burger, la prima catena americana con sede ad Atlanta di Fast Food Bio

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