Contratto di lavoro a tempo determinato

contratto di lavoro a tempo determinatoAnche se il lavoro, di questi tempi, è diventato un miraggio, è bene essere informati sui vari contratti esistenti fino ad oggi. Non solo per capire la retribuzione, quanto per capirne i diritti e gli oneri del lavoratore, ma anche e dell’azienda.

Contratto di lavoro a tempo determinato , come funziona :

Fino a poco tempo fa, il contratto più comune era il contratto di lavoro a tempo determinato. Esso consiste in un contratto stipulato in forma scritta (salvo eccezioni) che preveda una data fissa per la cessazione. Può essere concluso tra lavoratore e datore di lavoro per qualunque tipo di lavoro, a patto che abbia durata massima di 36 mesi.

Sono previste, comunque, delle possibili proroghe, fino a un massimo di 5 volte. I casi possibili sono solamente quando il contratto abbia una durata inferiore a 3 anni e, naturalmente, con il consenso del lavoratore. Affinché le proroghe siano valide, devono riferirsi alla stessa identica attività lavorativa del contratto iniziale e, comunque, l’intero periodo non deve superare i 3 anni (per intero periodo si intende la durata inziale e le proroghe). Se il contratto di lavoro a tempo determinato ha superato i 3 anni, indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, il rapporto di lavoro si deve considerare a tempo indeterminato e si parte dalla scadenza dell’ultimo termine. Ovviamente ci sono delle eccezioni, come le attività stagionali, per esempio, se ci sono diverse disposizioni a livello nazionale per determinate categorie di contratti (un esempio concreto è il trasporto aereo), oppure se la proroga si effettua per una sola volta presso la Direzione Provinciale del Lavoro (per il Trentino Alto Adige, il Servizio Lavoro) con l’assistenza di un rappresentante sindacale, e, per i dirigenti con contratto a termine sono sempre consentite le proroghe, a patto che la durata complessiva non superi i 5 anni.

Attenzione a queste due casistiche: se un lavoratore viene riassunto con un contratto a tempo determinato entro 10-20 gg dalla scadenza, qualora il contratto fosse superiore o inferiore a 6 mesi, il secondo rapporto di lavoro viene considerato a tempo determinato. Stessa cosa se si viene riassunti immediatamente dopo la scadenza del primo contratto (di solito i datori di lavoro furbi credono che, stipulando due contratti distinti, il rapporto di lavoro sia da considerarsi a tempo determinato).

Se per alcune ragioni il datore di lavoro, sempre con il consenso del lavoratore, vuole prorogare, quest’ultimo deve ottenere una retribuzione maggiorata pari al 205 fino al decimo giorno successivo alla scadenza e fino al 40% per ogni giorno ulteriore. Il termine di prosecuzione della scadenza è di 30 gg se il contratto è durato per 6 mesi, 50 gg negli altri casi. Se prosegue ad oltranza, si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei termini.

Vige comunque il principio di non discriminazione: significa che il lavoratore ha diritto allo stesso trattamento dei lavoratori a tempo indeterminato che svolgono la stessa attività e stesso inquadramento. Significa che al lavoratore spettano ferie, gratifiche, tredicesima, trattamento i fine rapporto e ogni altro beneficio, a meno che non sia previsto nel contratto, ma comunque il lavoratore ha diritto a ricevere una formazione in materia di sicurezza per esercitare le proprie mansioni. Stessi diritti anche per malattia, infortuni, maternità, ecc.

Un lavoratore con questo tipo di contratto non può essere licenziato prima del termine concordato se non per giusta causa, ma il fatto deve essere particolarmente grave. Non sono previste altre motivazioni, ossia per riduzione dell’attività dell’azienda, per esempio. SE succede, il lavoratore ha diritto al risarcimento di tutte le retribuzioni spettanti.

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