Contratto di lavoro intermittente o a chiamata

Cos’è il contratto di lavoro intermittente ?

Il contratto di lavoro intermittente ,o più comunemente definito contratto di lavoro a chiamata, è un contratto  subordinato a tempo determinato. Il lavoratore si rende disponibile a rispondere quando il datore di lavoro chiama per svolgere una data mansione.

Un contratto di questo tipo viene stipulato in quanto il datore di lavoro non ha l’esigenza di assumere definitivamente uno o più lavoratori, in quanto l’attività da svolgere è discontinua. E’ indicato per chi ha l’esigenza di far coprire delle mansioni in determinati periodi dell’anno, come i fine settimana, periodi specifici del mese, periodi di festività (si pensi ai negozi durante il periodo natalizio). Questo contratto può essere erogato anche a soggetti con o più di 55 anni e ai giovani di età inferiore ai 24 anni (massimo 23 anni e 364 giorni), e anche per attività specifiche, come fattorini, custodi, uscieri, inservienti, personale di servizio e cucina di alberghi e ristoranti, ecc.

Questo tipo di contratto è ammesso per un periodo non superiore alle 400 giornate nell’arco di tre anni solari. Se non si rispetta questo termine, il rapporto di lavoro diventa a tempo pieno e indeterminato, ma questa imposizione non vale per il settore turistico, per i pubblici esercizi e per il settore dello spettacolo.

Questo contratto non può essere valido se è redatto per sostituire lavoratori in sciopero, se l’azienda non è in regola con le normative di sicurezza sul lavoro e soprattutto se il datore di lavoro vuole sostituire lavoratori magari licenziati o con orario ridotto.

Il contratto intermittente è previsto in due forme: la prima è quella con obbligo di risposta alla chiamata. In pratica, il lavoratore deve restare a disposizione del datore di lavoro quando lo richiede, per poter svolgere la mansione. Gli sarà riconosciuta una indennità mensile di disponibilità quando rimane in attesa della chiamata, ma non è titolare di altro diritto. Sia lui che il datore di lavoro possono comunque recedere.

La seconda tipologia è quella senza obbligo di risposta alla chiamata. Il lavoratore è libero di rifiutare, ma avrà diritto alla retribuzione solo per le ore in cui ha effettivamente lavorato.

In tutti i due i casi, il lavoratore ha diritto a una retribuzione equa e senza penalizzazioni. In entrambi i casi, il datore di lavoro deve effettuare una comunicazione obbligatoria pre-assuntiva e una comunicazione amministrativa prima di ogni chiamata del lavoratore, anche in via telematica con modulo specifico o posta elettronica certificata, secondo le modalità previste dalla legge.

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