Contratto di lavoro occasionale, a chi è rivolto

Come funziona il contratto di lavoro occasionale :

Con contratto di lavoro occasionale si intende un rapporto di collaborazione lavorativa della durata non superiore ai 30 giorni nel corso dell’anno solare con lo stesso datore di lavoro o committente e non superiore a 240 ore. Inoltre, non devono superare i 5000 Euro di compensi percepiti dal lavoratore nel corso dell’anno solare per tutti i committenti complessivamente.

Non è necessaria l’apertura di una partita IVA né iscriversi a un apposito albo, basta che il lavoratore presenti al datore di lavoro una ricevuta per prestazione occasionale (o servizi resi). Il datore di lavoro o il committente è tenuto a versare una ritenuta d’acconto pari al 20% del compenso, mentre il lavoratore è esente da versare contributi.

Se si superano i 5000 Euro di reddito, il lavoratore è tenuto ad iscriversi alla gestione Separata Inps.

Esistono però dei soggetti che non possono compiere attività occasionale, ossia i dipendenti pubblici, chi è già iscritto a un determinato albo o che esercitano professioni in ambito intellettuale, chi è membro di una commissione o un organo di amministrazione, chi lavora per enti sportivi legalmente riconosciuti.

Come il lavoro occasionale accessorio, il lavoratore non è vincolato a un solo datore di lavoro. Il lavoro occasionale più diffuso è quello tramite Internet. Di solito non esiste un contratto in forma scritta, o si prende accordi via mail o via altri mezzi telematici (es Skype). Il lavoratore, a lavoro finito, redige una ricevuta per servizi resi o per prestazione lavorativa occasionale. Essa deve obbligatoriamente contenere i dati anagrafici completi del committente e del lavoratore, luogo e data, numero progressivo della ricevuta, la descrizione dell’opera prestata, metodo di pagamento, importo lordo della prestazione, valore della ritenuta d’acconto (20%), importo netto (ossia il compenso che il lavoratore percepirà). Se la prestazione supera i 77,47 Euro, si deve applicare una marca da bollo del valore di 1,81 Euro. Inoltre, il committente dovrà pagare il lavoratore il compenso netto, ma anche versare la ritenuta d’acconto pari a 20% il compenso.

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