HONG KONG, qui fare impresa è più facile

Ricca, iperefficiente, organizzata. Gli italiani che ci sono sanno come è semplice sentirsi a casa alle porte della Cina. Attenzione però: non partite con la valigia di cartone

Hong Kong è superefficiente, superordinata, superpulita: come era New York 3 anni fa. I trasporti sono ottimi, in 30 minuti si attraversa la città. Eccellente la sanità. Lasicurezza è altissima. Qui la vita non si ferma mai: ci sono negozi aperti a ogni ora del giorno e della notte. E  oltre a grattacieli e vetrine di lusso, c’è anche la parte naturale della città: i parchi, le montagne, le spiagge. Uno dei tanti italiani che vive qui apre attivit di import-export. Infatti, sulle oltre 200 isole su cui si sviluppa la città, vivono circa 2 mila connazionali – cifra che per le stime non ufficiali sale a 350 – chi si trasferisce qui è per motivi ben precisi, tra i più comuni la possibilità di fare impresa, godendo di semplicità burocratiche e motivi fiscali. Qui la tassazione è molto conveniente. Basti pensare che per aprire un’attività sono sufficienti 1400 euro, e che l’imposiziione sui redditi delle persone fisiche varia dal2 al 15%. Quella che da sempre è considerata la parte del mercato cinese infatti è nota per una delle pressioni fiscali più basse al mondo (per le aziende è 16,5%): un vantaggio che consente di comprimere i costi per il personale (licenziable senza limitazioni) in modo significativo rispetto a quelli italiani. Ma c’è di più: Hon Kong ha una posizione strategica, crocevia per scambi con le più importanti città asiatiche, da Seul a Tokyo, da Shanghai a Singapore a Koala Lumpor. A differenza di altre città asiatiche la corruzione è pressochè inesistente e il governo locale si distingue per la burocrazia semplice e rpaida. L’inglese è la lingua ufficiale accanto al cinese ed è considerata la lingua principe di tutti gli ambiti professionali. Tutto facile? No. Una difficoltà a Hong Kong è rappresentata dal costo degli immobili. Dall’Ecnomy Times di Hong Kong, l’azienda inglese di abbigliamento Burberry aprirà a breve un negozio di 500 mq in centro, a fronte di un affitto mensile di 625mila euro: lo spazio è tuttora occupato dal negozio Nokia, che paga un canone di 172mila euro al mese. Secondo le leggi immobiliari locali infatti, i costi già esorbitanti degli spazi (gli appartamenti in città costano da 10mila-11mila euro al mq), possono essere aumentati a piacere dei proprietari con un semplice preavviso di tre mesi.

hong kong

Quali sono le cause di un mercato immobiliare così al top? La prima è l’impossibilità di costruire nuove case in un luogo che, ogni anno, vede il passaggio di 20milioni di persone. Gioca poi un forte peso la disponibilità dei cinesi ricchi che investono in loco, così come quelle delle aziende occidentali, desiderose di avere una vetrina prestigiosa in centro. I commentatori hanno iniziato a parlare di una bolla immobiliare che odvrebbe scoppiare nel corso dell’anno con diminuzioni però molto basse, soprattutto rispetto ai rialzi vertiginosi dell’ultimo periodo…

Imprenditori italiani Hong Kong è la città pronta ad ospitare la nascita dei vostri business, quanto siete pronti davvero a cambiare?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.