Luxottica e la storia di Leonardo Del Vecchio

leonardo_del_vecchio_luxotticaLa storia di Leonardo Del Vecchio e “dell’impero” Luxottica:

Il cammino di LUXOTTICA, e quindi di LEONARDO DEL VECCHIO, è da paragonare alle favole più belle. L’inizio, però, è tragico, perché Leonardo, da piccolino, è stato segnato dalla morte di suo papà, con il suo conseguente trasferimento preso il Martinitt, un orfanotrofio milanese. Come si dice, tutto il male non viene solo per nuocere, visto che è qui che Leonardo ha imparato il mestiere dell’incisore.

Nel 1958 maturò al decisione di andarsene e si trasferì ad Agordo nel 1958.Agordo è un centro dell’hinterland bellunese e in questo luogo aprì la sua prima bottega, specializzata proprio nelle montature di occhiali. E questo piccolo negozietto diede i natali al marchio Luxottica Sas: la piccola botteghina divenne un laboratorio vero e proprio, con quattordici addetti che producevano semilavorati per conto di terze persone.

Ma all’ormai imprenditore Del Vecchio, tutto questo non bastò. Decise di affiancare, nel 1967, la produzione dell’occhiale completo, in modo da garantire ai clienti occhiali su misura. Questa scelta strategica divenne totale in maniera graduale nei quattro anni successivi, grazie anche all’iniezione di fiducia ottenuta dopo che è stata avviata la commercializzazione dei primi prodotti del marchio, che si rivelò molto positiva. E’ dovuto anche al fatto che, lavorando per conto terzi, si sono formati comunque una clientela, conquistata dai prodotti sempre di qualità superiore, pur avendo prezzi decisamente inferiori rispetto alla concorrenza.

Da quel momento, l’azienda inizia a crescere in maniera vertiginosa e non si è mai interrotta. Anzi, il marchio incrementò talmente le vendite e il fatturato, che arrivò ad asfaltare la concorrenza, fata di marchi molto prestigiosi del settore, tanto che Luxottica li acquisì a poco a poco. L’espansione di Luxottica ha portato al naturale passaggio successivo, ossia il trasformarsi da un piccolo marchio a una vera e propria multinazionale negli anni 80, la quotazione in borsa a Wall Street negli anni 90 e, nel 2000, lo sbarco a Piazza Affari. Niente male per un orfanello che sapeva fare solo il mestiere dell’incisore, come dicevano di lui le malelingue!

E nel 1999 Luxottica raggiunse l’apoteosi: con l’acquisto dl marchio Ray-Ban, l’impero Luxottica ha assunto proporzioni vastissime, con 65mila addetti che operano in ben 6 stabilimenti italiani e in due stabilimenti dislocati in Cina. Il fatturato è di ben 7 miliardi con utili proporzionati, che hanno permesso a Del Vecchio di raggiungere vette altissime insieme a colossi come Unicredit e Generali. A tutt’oggi, Del Vecchio è il settantunesimo uomo più ricco del pianeta, nonché uno dei primi imprenditori italiani che si è fatto valere anche all’estero. E non è finita qui: Del Vecchio si è dato anche all’immobiliare, acquisendo una posizione di prestigio nella società immobiliare francese Foncière des Régions, una delle più importanti in Francia. Ma Del Vecchio non considera ciò straordinario, perché considera il fatto di non aver mai dovuto licenziare un dipendente un traguardo non da tutti.

Ma la politica di acquisizione di Luxottica ha prodotto altri risultati, come l’accordo con Google per reinventare i Google Glass, che saranno caratterizzati da design più curato, come è caratteristica dello stile italiano. Il team di Del Vecchio coinvolgerà un team di esperti provenienti dai marchi Ray-ban e Oakley, con l’obiettivo di arrivare a portare avanti lo sviluppo di tutti gli aspetti dei Google Glass, per fondere il design con l’innovazione e fabbricare un prodotto ad altissimo livello. Luxottica si appresta ancora uan volta a diventare pioniere di un nuovo tipo di occhiale, quello del futuro, designato, almeno sulla carta, a sostituire sia i pc, perché avranno funzioni tecnologiche, ma anche curative, in quanto correggeranno i difetti visivi e proteggeranno gli occhi, come è da sempre l’antica funzione di un occhiale.

Intervista a Leonardo Del Vecchio :

 

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