Marco Bartoletti : la storia di un operaio diventato imprenditore

Nonostante la crisi, c’è chi riesce a creare dal nulla una start-up di successo. E’ il caso di Marco Bartoletti, imprenditore nel settore della moda, partito da soli due operai e due vecchi torni per arrivare ai vertici. Presiede la BB Spa, una società che include 250 dipendenti e che collabora con le più famose case di moda del mondo. Niente male se si considera che la sede si trova a Calenzano, un ridente paese della provincia fiorentina, e non in una metropoli come Roma o Milano.

Marco Bartoletti da assicuratore alla fondazione dell’azienda :

Dapprima, Bartoletti faceva l’assicuratore, ma a dirla tutta il lavoro non gli piaceva. Chi ha senso etico non fa successo nel settore, e ha preferito lasciare e mettersi in proprio con questa azienda. Dal 1990 al 2000 ha lavorato per case automobilistiche insieme a due operai, ma la svolta è stata quando una grande maison lo ha contattato per produrre oggetti per la moda in grande quantità e in maniera completamente artigianale. Ed è stata una bella sfida, visto che la moda è un settore molto competitivo e spietato.

La scelta di Bartoletti è stata dettata da un ragionamento logico: invece di crescere in fatturato e utili, ha scelto di utilizzare le risorse accumulate per elevare il livello. In pratica, come direbbe lui, invece di vedere un’azienda come mucca da mungere, l’ha vista come un orto. Per quello non ha mai chiesto agevolazioni sia allo Stato che alla UE, in quanto non voleva concentrare le risorse per colmare i debiti.

Ma non esiste solo l’azienda, esistono i rapporti umani Per lui, i suoi dipendenti sono una famiglia, tant’è che assume perone portatrici di handicap, anziani, malati, italiani ed extracomunitari, senza distinzione. Secondo Bartoletti, l’esperienza e la voglia di lavorare batte tutti i titoli di studio. E risponde a chi lo critica di aver alzato i prezzi e che un suo pezzo costi più di quanto un impiegato prende in un anno così: lui è in Italia, produce italiano, sa fare bene gli oggetti richiesti e assume queste persone perché la malattia si cura, la vecchiaia arriva prima o dopo, ma la dignità non la si può togliere a nessuno. La meritocrazia è un punto cardine, in quanto chi è bravo si vedrà un aumento retributivo, perché chi se lo merita deve essere premiato.

E sul problema della dislocazione e la concorrenza cinese, dice che gli imprenditori italiani hanno sbagliato a far concorrenza sullo stesso piano ed inseguirli. Dovevano continuare a fare quello che sapevano fare bene, cosa che i Cinesi non sanno fare, e aumentare i prezzi. Invece hanno preferito licenziare o non fornirsi da italiani e li hanno agevolati. Un esempio concreto è Prato nel settore tessile.

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